Holy smoke! Fire on the Sabbath in Constantinople

Mediceo del Principato 4272, fol. 665.
Sender: 
Sender: Iacopo Franceschini (Istanbul)
Recipient: 
Recipient: Antonio Balbi (Venice)
September 8, 1640

In a letter partly written in code, Iacopo Franceschini describes a great fire that destroyed many houses in Constantinople. The fire began when some candles fell in the home of a Jew named Abram Celebi. Not wanting to break the Jewish sabbath, he decided not to extinguish the flames. After gathering some possessions, he fled with his family as the flames spread. Franceschini himself managed to escape to Perema, taking with him the son of his patron. [See also Doc ID # 22234.]

“La notte delli 31 del passato circa due hore e mezzo avanti il giorno verso Balata [Galata] dalla parte del mare, cominciò ad abbrucciare una casa d'un Hebreo, quale per il gran vento dilotandosi dentro e fuori della città e durando fino a 21 hora del sabato, si sono incenerite (oltre tante e tante botteghe) più di sei mila case, fra le quali s'è abbrucciato anco la nostra. E perché vicina stava a dove cominciò l'incendio, con un poco di cappa e scalzo me ne fuggii in Perema [Karsiyaka] con un figliolino di 6 anni circa del mio Padrone. E per gratia di Dio e dal fuoco e da altri pericoli ho salvato la vita. L'incendio dicono sia passato così: havendo il venerdì sera questo Hebreo (che si chiama Habram Celebi) accesso alcune candele per far oratione secondo il suo solito, una ne venne a cascare e cominciò a ardere una tavola, ed egli per non contaminare il sabato, non la volse estinguere, ma pigliando alcune sue robbe di maggio valuta con tutta la sua famiglia se ne fuggii di casa.”